martedì 20 marzo 2018

"EST MODUS IN REBUS"

La vita è fatta a scale. Ognuno può scegliere che tromba preferisce, ce ne sono molteplici: lo sport è una di queste, l'alimentazione è il corrimano comune a tutte. A poco serve l'orgoglio, nessuno può riuscire nell'impresa senza far affidamento sul cursore. Continuando la metafora, tutti noi siamo individui portati naturalmente all'ascesa; molti spinti dall'indolenza, altri dall'interesse, qualcuno dai sogni. Tra i sognatori, vanno annoverati tutti gli sportivi. Questi, per poter raggiungere i propri obiettivi, devono fare sicuramente più fatica di tutti gli altri, perchè puntano a mete qualitativamente migliori. Nonostante debbano fare sforzi maggiori, nei periodi lontani dalle competizioni, possono permettersi il lusso di diminuire la lunghezza del passo, allineandosi a tutti gli altri, quantomeno per quanto ne concerne l'alimentazione.
In questi periodi di tregua, un atleta può tenere un regime alimentare normale, non troppo diverso da quello di un sedentario, facendo tuttavia attenzione ad un particolare aspetto: deve tenere conto di un possibile aumento del fabbisogno energetico e rigenerativo.
Nei giorni precedenti alla competizione, deve ancorarsi saldamente alla dieta, per far fronte al possibile impoverimento delle scorte totali di glicogeno. Per contrastare questo fenomeno, è necessario reintegrare le scorte di glicogeno muscolare, migliorandone l'assimilazione attraverso qualche accorgimento: sottoporsi ad un lavoro particolarmente intenso alcuni giorni prima della competizione (in modo da ridurre la componente zuccherina all'interno dell'organismo, per far sì che i muscoli siano stimolati ad accumularne una quantità maggiore) o tenendo una dieta leggermente iper-glucidica, effettuando allenamenti brevi e di bassa intensità.
Nelle 6 ore antecedenti la gara, è importante assumere pasti leggeri, poveri di grassi. Per attività di durata inferiore ai 40 minuti è sufficiente tenere una dieta equilibrata, con adeguato apporto di carboidrati. Per gli esercizi ginnici di durata superiore, si rivela estremamente utile fare un pasto pre-competitivo, ricco di carboidrati e contenente modeste quantità di lipidi e protidi, da consumarsi 2 o 3 ore prima della gara.
Nella mezz'ora precedente alla competizione, è possibile assumere una "razione d'attesa", per evitare il rischio di ipoglicemia.
Per le attività di durata superiore alle 2 ore, è necessario ritemprare le energie attraverso un rifornimento in gara, composto da piccole razioni con minimi apporti di zuccheri semplici, oppure mediante una razione liquida contenente glucosio.
Al termine dell'esecuzione, è importante aiutare l'organismo nella ricostruzione delle riserve energetiche, nello smaltimento dell'acido lattico e nella ricomposizione dell'equilibrio idro-salino.
Per quanto riguarda un'attività di lunga durata, la risintesi del glicogeno richiede una dieta ricca di carboidrati, da protendere per i due giorni successivi. Per un'attività di breve durata, non serve assumere una quantità di carboidrati superiore alla norma, dal momento che si verifica ugualmente una risintesi notevole di glicogeno già nei primi 30 minuti di inattività. In questo caso l'atleta deve piuttosto concentrasi sul corretto reintegro della quota proteica.
Mangiare appena terminato uno sforzo di modeste intensità è dannoso. Per poter fare un pasto completo, bisogna attendere almeno un'ora dal termine dell'esercizio, per dare il tempo al sangue di tornare dai muscoli agli organi digestivi. Durante questo lasso di tempo, si possono iniziare a reintegrare le riserve di glicogeno e liquidi assumendo bevande zuccherate e frutta fresca.

Insomma, gli accorgimenti da adottare sono molti e variegati, impossibili da seguire pienamente e mutevoli in base alle infinite variabili. In tutto questo discorso esiste una sola costante che dovete tenere bene a mente, nello sport come in qualsiasi altro ambito: ascoltate il vostro corpo, sa esattamente quello di cui ha bisogno. Non fossilizzatevi su nozioni accademiche o consigli stravaganti, agite con moderazione e, come amava dire il buon vecchio Orazio: "est modus in rebus", la giusta via è nel mezzo.
                                                                                                                            Ambra Natati


domenica 18 marzo 2018

MASSA CORPOREA: NON SOLO UN NUMERO!

Si sa, ogni promessa è debito! Pertanto, per mantenere fede a quanto detto la volta scorsa, oggi mi occuperò del metabolismo, del ruolo giocato dalla dieta nel controllo del peso e della composizione corporea. Niente sproloqui; dritti al punto.
Con il termine "metabolismo energetico", si fa riferimento ad una complessa serie di trasformazioni chimiche all'interno delle cellule eucariote e procariote che servono in particolare a:
- ricavare energia dalla degradazione di sostanze nutritive,
- convertire le sostanze nutritive nei precursori delle macromolecole,
- utilizzare i precursori per creare proteine, acidi nucleici ecc.
Si possono distinguere due tipi di metabolismo: quello basale, riferito ad uno stato di riposo, che indica la quantità di calorie spese nelle condizioni minimali, ovvero nelle funzioni per la sopravvivenza dell'individuo, e quello totale, che rappresenta la quantità di energia in eccesso al di fuori del metabolismo a riposo. Questo indice, si rifà alla quantità di calorie necessarie a compiere qualsiasi lavoro. I due processi sono calcolabili in maniera differente: per quanto riguarda il primo, i dati rilevati giungono dopo 12 ore di riposo e digiuno, ad una temperatura neutra, attraverso la rilevazione del consumo di ossigeno a riposo. Nel secondo caso, i dati vengono forniti principalmente dal lavoro dei muscoli volontari.
Una volta colto il ruolo del metabolismo all'interno dell'organismo, potete certo comprendere come tale meccanismo debba essere ben funzionante, perchè ciò permette di mantenere sotto controllo il proprio peso. Non a caso, molti dei problemi alimentari, scaturiscono da un malfunzionamento di questo processo. Tuttavia, come ben sappiamo, non basta avere un buon metabolismo, per poter scongiurare il rischio di disturbi legati all'alimentazione. Per evitare qualsivoglia risvolto negativo, è molto importante avere una consapevolezza di sè e della quantità di cibo ingerita. Molti studi sulla materia, dimostrano come il fabbisogno giornaliero di un uomo che svolge una normale attività fisica o lavorativa, sia di circa 3000 kcal/giorno. Per una donna che riversi nelle stesse condizioni, l'apporto ideale sarebbe di circa 2000 kcal/giorno.
Indubbiamente il metabolismo gioca un ruolo fondamentale nella capacità di bruciare le calorie ingerite, così come l'attenersi alle quote giornaliere sopracitate, tuttavia bisogna anche tener conto di altri fattori, come ad esempio il bilancio energetico. Questo deve mantenersi sempre su una soglia equilibrata, tra quantità di calorie assunte e bruciate. Qualora non vi fosse equilibrio, si parlerebbe di bilancio energetico negativo (bisogno energetico superiore all'apporto calorico, l'organismo ricava l'energia mancante dai grassi di riserva), o positivo (bisogno energetico minore all'apporto calorico, l'eccedenza viene immagazzinata sotto forma di lipidi). Ambedue le tendenze risultano estremamente dannose, perchè creano una serie di scompensi, che a lungo andare vanno a ledere il buon funzionamento dell'organismo. Certamente non è cessando di mangiare o dandosi ferree e dubbie regole che si riesce a rimodellare le proprie forme. La questione è ben più delicata e complessa di quanto tutti noi siamo portati a credere. Innanzitutto bisogna tenere a mente l'individualità di ogni organismo, in relazione alla propria composizione corporea.
Il peso di ognuno di noi, è dato dalla somma del peso totale dei tessuti fondamentali che lo compongono: muscolare, osseo ed adiposo. I primi due sono definiti massa magra, il terzo è detto massa grassa. Tenendo bene a mente il fatto che il malefico numerino che leggiamo sulla bilancia, non è dato interamente dal tessuto adiposo, possiamo calcolare con precisione l'indice di massa corporea, basandoci su una serie di tabelle altezza-peso. Tra queste, quella più utilizzata è IMC che, stimando la pesantezza dello scheletro, dei muscoli, degli organi, dei liquidi circolanti, ed infine dei lipidi, riesce a fornire un dato verosimile in merito al proprio peso-forma. Tale indice si ottiene dividendo il proprio peso per il quadrato della statura: IMC= p/h^2.
Ho pensato potesse essere molto interessante inserire l'aspetto dell'IMC per dar modo alle persone di rendersi conto dell'incredibile torto che fanno al proprio corpo quando, salendo sulla bilancia, si sentono inadeguate per la cifra letta. Penso che ognuno di noi debba maturare un rapporto sereno e consapevole con il  proprio fisico. Pertanto, ho dato così ampio respiro a questa sfaccettatura perchè credo nella sinergia imprescindibile che deve intercorrere tra mente e corporeità; aspetto già elogiato dai latini e riassumibile nella celeberrima "mens sana in corpore sano". Vorrei che passasse il messaggio che il corpo non è un nostro nemico, da combattere, tagliuzzare, sminuire e mortificare. Siamo tutti pieni di difetti, mancanti in molti aspetti, ma perfetti in virtù dei nostri sfregi.
Detto ciò,  sono ben contenta di dire che la volta prossima andremo ancora più a fondo ed inizieremo a lavorare sul regime alimentare che è bene tenga un atleta, sia in prossimità che in lontananza dalle competizioni.
Vi lascio dopo questo ennesimo "spoiler", con la speranza quantomeno di essere riuscita nel mio sport preferito: sollevamento (peso)... morale!!!
                                                                                                                       Ambra Natati

giovedì 15 marzo 2018

L'uomo è ciò che mangia: macro e micro-nutrienti!

"Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo". Partendo da un simile postulato, intendo continuare a lavorare sul varco aperto la volta scorsa, rimodellando e ridefinendo la multiforme scultura dell'alimentazione, per trarre da essa, qualcosa di nuovo.
Oggi mi occuperò in particolar modo di definire con precisione le tipologie di sostanze raggruppate sotto il nome di macro e di micro-nutrienti ed il ruolo che queste giocano nella vita di ogni individuo. Una volta conclusa questo breve capitolo dell'annosa questione, inizierò, con il prossimo post, a tracciare la tortuosa strada del metabolismo, per poi giungere a parlare della composizione corporea e della relazione fondamentale che lega sport ed alimentazione.
Orsù, non divaghiamo.
Tra le fila dei macro-nutrienti, troviamo elementi indispensabili per il buon funzionamento di ogni organismo, come: glucidi o carboidrati, protidi o proteine, lipidi ed acqua.
I glucidi, comunemente chiamati zuccheri, si suddividono a loro volta in:
1- glucidi semplici o monosaccaridi (costituiti da una sola molecola),
2- disaccaridi (costituiti da due molecole monosaccaridi),
3- glucidi complessi o polisaccaridi (più molecole monosaccaridi).
E' fondamentale conoscere la natura degli zuccheri ingeriti, per sapere con quale velocità agiranno sul fisico: i monosaccaridi forniscono pronta energia e prendono il nome di "glucosio", i polisaccaridi fungono da serbatoio e sono definiti "glicogeno".Inoltre è molto importante sapersi regolare, soprattutto per quanto riguarda l'ingerimento di zuccheri complessi, giacchè quando le riserve di glicogeno risultano sature, lo zucchero in eccesso viene trasformato in materiale lipidico ed immagazzinato nelle cellule adipose.
I protidi, comunemente chiamati proteine, sono fondamentali per la costituzione ed il rinnovo delle cellule dell'organismo, dal momento che si occupano della funzione plastica ed enzimatica. Per quanto riguarda la loro configurazione, essi sono formati da unità fondamentali, chiamate "amminoacidi". Questi sono circa 20; 8 sono fondamentali per ogni individuo e vanno introdotti con la dieta perchè l'organismo non è in grado di produrli autonomamente. Gli alimenti più ricchi sotto questo punto di vista, perchè contenenti tutti gli 8 amminoacidi fondamentali, sono quelli di origine animale. La mancanza di tali unità inoltre è estremamente dannosa, giacchè preclude la possibilità di formare nuove proteine o tessuti. Nonostante gli amminoacidi indispensabili siano meno di 10, tutti sono importanti, dal momento che rappresentano l'unica fonte di azoto che l'organismo può metabolizzare.
I lipidi, ovvero i tanto temuti grassi che si accumulano in ogni dove, possono essere a loro volta divisi in: lipidi semplici (trigliceridi, grassi di deposito con funzione energetica), o complessi (fosfolipidi, funzione plastica e regolatrice). Essi non presentano solo risvolti negativi, infatti giocano ruoli importanti nell'attività fisica di ogni persona:
1- conferiscono energia,
2- hanno un effetto di termoregolazione,
3- veicolano sostante essenziali per il buon funzionamento di ogni apparato.
L'acqua è considerata un macro-nutriente perchè presente in ogni alimento e rappresentate quasi il 60% del peso corporeo di ogni soggetto. Essa soddisfa l'indispensabile fabbisogno idrico giornaliero, che ammonta attorno ai 2,5-3 litri a persona. Quest'esigenza corporea viene integrata principalmente con l'apporto d'acqua presente negli alimenti. Quando si inizia a percepire la sgradevole sensazione di sete, il corpo ha già iniziato a disidratarsi.
Per quanto riguarda i micro-nutrienti, essi hanno funzioni bioregolatrici essenziali per la sopravvivenza. Tra le loro fila, troviamo: sali minerali e vitamine.
I sali minerali permettono di regolare le reazioni chimiche che avvengono nel corpo e che liberano energia; svolgono inoltre una funzione plastica. Essi si possono dividere in : macro-elementi e oligo-elementi.
Le vitamine hanno una funzione protettiva e regolatrice. Non tutte sono sintetizzabili dall'organismo, pertanto vanno introdotte con la dieta. Anch'esse si dividono in due gruppi: idrosolubili (presenti nei liquidi intra ed extra-cellulari, non possono essere accumulate), e liposolubili (assimilabili attraverso i lipidi ed accumulabili nei grassi di deposito. Se assunte in eccesso possono causare disturbi per ipervitaminosi).
Dopo aver fatto un po' di chiarezza e, spero, esser riuscita a smontare qualche falso mito, tutti noi possiamo sviluppare quanto appreso e utilizzarlo per ragionare sull'importanza di condurre una dieta sana, ricca di tutti questi nutrienti, coniugando l'alimentazione al nucleo fondamentale della questione, quello che ci sta più a cuore di tutti: lo sport.
                                                                                                                                     Ambra Natati

lunedì 12 marzo 2018

ALIMENTAZIONE: PALESTRA DI VITA

Vuoi la bicicletta e poi? Pedalare affari tuoi!
Bastasse solo pedalare per condurre una vita sana! Saremmo tutti campioni, spensierati amanti, innamorati dell'immagine dell'uomo. Purtroppo la realtà è ben più mediocre di qualsiasi volo di fantasia, e costringe tutti noi ad assumere molti accorgimenti, tra questi anche una particolare attenzione per l'alimentazione. Siamo tutti convinti di seguire una dieta sana, prediligendo i migliori nutrienti, ci improvvisiamo esperti del settore, seguendo diete di ogni tipo. La disinformazione regna sovrana in questo ambito. Con tale post non ho certo la pretesa di insegnare nulla, vorrei però tentare di fare un po' chiarezza.
Partiamo con ordine, dando innanzitutto la definizione di "alimento". Questo si configura in una sostanza utile per l'accrescimento, il funzionamento ed il mantenimento dell'organismo. Tale spiegazione può essere snocciolata ulteriormente, suddividendola in: sostanze nutritive o macro-nutrienti (glucidi, lipidi e protidi) e bio-regolatrici o micro-nutrienti (acqua, sali minerali e vitamine).  Ambedue le categorie sono fondamentali per mantenere il corpo in salute, giacché soddisfano il fabbisogno energetico, plastico (rinnovamento e crescita di tessuti e cellule), bio-regolatore e protettivo (processi metabolici e di sintesi) ed infine il bisogno idrico.
Pertanto, una dieta equilibrata, deve comprendere tutti i nutrienti, mantenendo inalterato il rapporto tra l'energia spesa ed assunta.
Numeri alla mano: una buona nutrizione prevede apporti precisi:
- 55% di glucidi,
- 30% di lipidi,
- 15% di protidi,
- sali minerali e vitamine.
Tali valori si rifanno ad una conduzione di vita non particolarmente movimentata; generalmente uno sportivo presenta bisogni energetici differenti: la quota proteica, per chi fa attività fisica, deve coprire la quota minima di logorio a cui i muscoli sono sottoposti durante l'esercizio; inoltre è importante un accrescimento proteico per permettere la rigenerazione dei tessuti, una volta terminata la pratica. Altro fattore discriminante nell'incremento del consumo, è dato dalla qualità delle proteine ingerite: se risultano meno pregiate di quelle contenute nella carne, le dosi vanno aumentate.
Per quanto riguarda la quota glucidica, uno sportivo ha bisogno di assumere una buona fonte di energia per permettere la contrazione muscolare.
Il discorso inerente alla quota lipidica è un po' diverso, giacché essa non è indispensabile; tuttavia i grassi giocano un ruolo importante nella digestione perché, migliorando l'appetibilità di un piatto, condizionano la secrezione dei succhi digerenti.
Quanto detto non è che un piccolo assaggio (giusto per restare in tema) dell'annosa questione, perciò non è pensabile ritenere concluso l'argomento, essendo molto spinoso, complesso e ricco di sfaccettature. Pertanto nei prossimi appuntamenti, tenerò di analizzarlo in tutte le sue sfumature, fornendo informazioni precise, documentandomi e riportando quanto appreso. Mi permetto perciò di rovinare la suspance che mi ero tanto ripromessa di creare, a beneficio dei lettori interessati e che magari potranno trovare utili tali nozioni: nel prossimo post analizzerò in modo più dettagliato i macro e micro nutrienti, impreziosendo il tutto con la definizione di metabolismo.
Spero che possiate trovare utili ed interessanti le informazioni che mi riprometto di darvi.
Infine ci tengo molto a sottolineare come io abbia attinto dal mio testo di scienze motorie sportive
"Il movimento" tutte le definizioni contenute in questo e nei prossimi pezzi.

Bando alle ciance, è tempo di andare. In attesa di ricevere un indottrinamento alimentare adeguato, concentratevi sulla pratica sportiva, che è indubbiamente il salvavita di ogni uomo. Anche delle donne.
                                                                                                                                                                                                               Ambra Natati

domenica 22 ottobre 2017

Biciclettando nelle colline moreniche

Biciclettando nelle colline moreniche

Domenica 15 ottobre

E mentre i "professionisti" della bici si cimentano in scalate impegnative e raggiungono l'impervio Passo Nota, noi, accompagnatori al seguito, amici e compagne/i ci dedichiamo ad un'escursione sempre in bicicletta, più ludica ed anche un pizzico più culturale. Partenza da Solferino alle 10.40: il sole è ormai alto nel cielo e la temperatura è più che gradevole. 

Siamo 6 compagni di sventura, 3 maschi e 3 femmine, alcuni con bici propria altri con bici noleggiata. La preparazione atletica per qualcuno è un po' deficitaria ma non ci perdiamo d'animo... non ora almeno: non conosciamo il territorio e siamo desiderosi di scoprirlo. 
Prima tappa Madonna della Scoperta raggiunta dopo aver percorso una strada secondaria, asfaltata ma con un paio di strappetti niente male... una brevissima sosta per riprendere fiato e poi via alla volta di Castellaro Lagusello. 
Castellaro Lagusello
Qui ci fermiamo e, bici alla mano, visitiamo questo splendido borgo, già residenza estiva dei Gonzaga. 
E poi di nuovo in sella per raggiungere un altro splendido borgo, passando dalla provincia di Mantova a quella di Verona. La strada passa attraverso distese sconfinate di campi coltivati a grano, vite, kiwi e pesche che in questo periodo si tingono dei colori dell'autunno. 
La giornata è comunque calda, quasi estiva e pedalare su e giù per queste colline è davvero piacevole e ti dà una sensazione di libertà e di spensieratezza... abbiamo ormai percorso una trentina di km e giungiamo a Borghetto : spettacolare con i suoi mulini, la sua osteria che allunga i tavolini sul fiume, le sue cascatelle e sullo sfondo il ponte Visconteo. 
Sullo sfondo, il ponte Visconteo
Sosta doverosa per le foto ricordo e poi di nuovo in sella, imboccando la ciclabile che costeggia il Mincio e che ci porterà a Peschiera. 











Ma intanto si son fatte le 12.30 e una certa fame comincia a farsi sentire. Decidiamo di fermarci ad una trattoria/pizzeria proprio sul Mincio: tortelli di zucca, tagliolini ai funghi, ottimi dolci, il tutto innaffiato con fresco Lugana... ecco adesso si comincia a ragionare... ottima cucina, ottima compagnia, ottima giornata... e chi ha più il coraggio di inforcare di nuovo la bici?!? 
Ma il giro deve essere completato... eccoci di nuovo sulla ciclabile che, costeggiando il fiume, ci porta direttamente a Peschiera. 
Qui è un delirio di gente: persone ovunque e con tutti i mezzi. Decidiamo di allontanarci velocemente dal paese: ormai siamo abituati alla tranquillità dei campi e le gambe e la schiena cominciano ad essere indolenzite: non abbiamo bisogno di confusione. Così,  lesti lesti, percorriamo il lungolago in compagnia di un ulteriore amico di Desenzano, amico che ci ha appena raggiunto a Peschiera e che pedalerà con noi fin quasi a casa. 



Peschiera del Garda

Facciamo una piccola sosta a Lugana per le foto di rito al lago, nonostante la foschia non permetta di vedere chiaramente l'orizzonte e la penisola di Sirmione.









Rocca di San Martino
Di nuovo in sella, ci inoltriamo nelle campagne e raggiungiamo la storica torre di San Martino della Battaglia. 
Ormai siamo cotti e con difficoltà apprezziamo la bellezza di questa torre e la suggestione che il luogo dovrebbe arrecare. 












Ultimi 15 km: sembrano non finire mai. Di nuovo in mezzo ai campi, di nuovo su e giù, di nuovo senso di libertà ma ora la spensieratezza ha lasciato il posto ad un pizzico di sconforto e al forte desiderio di arrivare. 
Qualcuno, all'ultimo strappetto,  scende dalla bici, la porta a mano, dice di non farcela più. Per fortuna ci sono gli altri che lo sostengono, lo confortano, lo invitano a tener duro... ormai è fatta! Ecco il luogo di partenza: siamo arrivati... sono le 18.40... una sessantina di km... stanchi ma soddisfatti: ce l'abbiamo fatta e la giornata è stata davvero splendida, ricca di emozioni, di fatica ma soprattutto di amicizia e complicità... grazie di cuore a tutti!



Ornella Puricelli

martedì 12 settembre 2017

VENERDì 8 SETTEMBRE 2017

                                        SALITA DI SERLE: 7KM DI PAESAGGI MOZZAFIATO

Solferino, 10 del mattino. Le due sorelle Natati si accordano per fare un giro in bicicletta, al fine di godersi appieno la lieve brezza settembrina. Pertanto inforcano le biciclette e le posizionano sull'apposito supporto. Dopodichè partono in macchina, alla volta di Lonato del Garda.
Da qui inizia l'avventura delle due cicliste.
La destinazione finale? Serle, dove si può affrontare una delle salite più lunghe e vicine di tutto il circondario. Dopo 20km di pianura, percorsi ad una velocità decisamente sostenuta, ecco che le ragazze si inerpicano sulla montagna che al termine della scalata le porterà ad ammirare meravigliosi paesaggi, contemplando la bellezza della natura circostante, potendo arrivare con lo sguardo fino alla ben lontana Torre di San Martino della Battaglia.
La salita è certamente dura e costante, ma in buona compagnia nessun'impresa è impossibile. Perciò, dopo meno di un'ora di fatiche, tra chiacchiere, risate e respiro ansante, le giovani approdano alla vetta.
Tempo di una Coca Cola e di un cappuccino, ed eccole di nuovo in pista; perchè si sa, dopo una salita, c'è sempre una discesa! Perciò Erika ed Ambra si lanciano a capofitto in questa nuova impresa, ripercorrendo a ritroso la strada percorsa.
Tornate alla macchina, non resta altro da fare che rientrare a casa, contente di aver collezionato altri istanti di gioia e di condivisione, con la speranza che una simile occasione si possa ripetere presto e magari diventare con il tempo una bella ed inusuale abitudine; un punto in comune tra due sorelle così diverse ma legate dalla medesima passione sfrenata per qualsiasi tipo di attività sportiva.

Ambra Natati


lunedì 4 settembre 2017



Lago di Garda - Lago di Como - Lago di Idro

Quattro giorni in bici alla scoperta dei laghi



La bici non tradisce. Tu, forse, tradisci lei e la lasci chiusa in garage per settimane ma lei, quando decidi di riprenderla, fedele e docile, ti accompagna ovunque tu voglia andare.
Se sei disposto a faticare e sudare, la bici ti fa scoprire panorami mozzafiato.
Dopo due settimane di forzata inattività sono finalmente riuscita a tornare in sella al mio NUOVO e bellissimo bolide!
Per riprendere il fiato e la forma mi sono buttata in una distruttiva 4 giorni in bici e ho scalato, pedalato e scoperto, insieme ai soliti compagni d'avventura, nuovi magnifici posti.
Come riscaldamento abbiamo iniziato con la ormai conosciuta salita Caprino-Spiazzi e i suoi fantomatici e "odiosi" ultimi due km su drittone.
Però non ci siamo accontentati di arrivare a Spiazzi. Girando a sinistra abbiamo infatti proseguito fino a Malga Ime, sul monte Baldo e ancora oltre, per altri 5 km di rampe mozzafiato. Ci siamo fermati solo di fronte allo sterrato, per una salita che complessivamente misura 20 km e arriva a 1350 m sul livello del mare. Inutile dire che da lassù la vista è incredibile: si domina il Monte Baldo e il lago di Garda in contemporanea. Per chi è dotato di mountain bike, consiglio di proseguire fino alle "due Pozze". Come al solito, la fatica vale il risultato!



Ci ferma solo lo sterrato!








Si vede il lago sul fondo!







Spiazzi dall'alto





Il secondo giorno, invece, siamo andati in trasferta! Sempre su un lago, ma questa volta sul lago di Como! Qui, abbiamo affrontato la difficile, e infinita, salita che porta al Passo dello Spluga. 30 km di ascesa costante e a tratti dura che, per una che non pedalava da due settimane, sono sembrati 50! Ma con tenacia e costanza, senza mai molar! siamo arrivati finalmente in cima e ci siamo concessi un cappuccino! A 5 km dall'arrivo, quando le forze sembrano ormai abbandonarmi, la strada spiana e passa accanto a una diga e, a un immancabile laghetto, che è davvero magnifico! Nonostante l'altitudine e l'aria decisamente "freschina" c'era anche chi non rinunciava a un bagnetto!












Il terzo giorno è passato quasi tranquillo...in fondo, dopo due giorni così tosti, cosa saranno mai 20 km di salita all'interno della Val Gerola?!? Partenza da Morbegno e arrivo sulle piste da sci!! Salita molto piacevole fino ai -4 dall'arrivo... Qui iniziano rampe che non scendono mai sotto il 10% di pendenza e arrivano anche al 17! giusto per ricordarmi, nel caso me ne fossi dimenticata, che cos'è la fatica! Arrivo al piccolo borgo di "Pescegallo", a 1400 m slm.

Ultimo giorno di fatiche prima del riposo e..si torna a casa..
Oggi si affronta la fredda Val Sabbia, con il suo vento sempre contro, si superano i saliscendi che costeggiano il lago di Idro e si arriva fino in Trentino, a Storo! Da qui parte una salita che in 20 km, porta al rifugio Tremalzo, a 1700 m slm. Bellissima salita, bellissima compagnia, buonissima coca finale per una gita all'insegna dell'amicizia e del divertimento in sella alla mia amata!



In lontananza...il Lago di Garda!


rifugio Tremalzo




Insomma, come si suol dire, un rientro col botto! che però, una volta di più, mi ha ricordato quanto amo questo fantastico sport chiamato ciclismo!

Alla prossima avventura!
Erika
BAG